Essere abbracciati: perché a volte ci mette a disagio?
Lifestyle ✨

Essere abbracciati: perché a volte ci mette a disagio? - 4 min read

Ci sono gesti che, per alcuni, sembrano la cosa più semplice e naturale del mondo. Uno di questi è l’abbraccio. Quel gesto che dovrebbe confortare, rassicurare, comunicare affetto e vicinanza. Eppure, per qualcuna di noi, anche solo l’idea di essere abbracciate è fonte di disagio. Un imbarazzo che ci fa irrigidire, che ci lascia impacciate, goffe, come se non sapessimo dove mettere le mani, il corpo, il cuore.

E ti chiedi: “Capita solo a me?”

Spoiler: no, non capita solo a te. E non significa che sei fredda, anaffettiva o che hai qualcosa che non va. Significa, piuttosto, che la tua intimità emotiva ha una porta d’ingresso più sorvegliata di altre. E capire perché può essere il primo passo per non viverla più come un limite. Se non hai capito cosa intendo, te lo spiego subito 👇🏼.

Perché si fa fatica ad essere abbracciati?

Perché si fa fatica ad essere abbracciati?
Foto di KoolShooters – Pexels

Il rapporto che abbiamo con il contatto fisico nasce (neanche a dirlo) da lontano. L’educazione emotiva che abbiamo ricevuto in famiglia, i modelli di affetto che ci hanno cresciute, il modo in cui si manifestavano le emozioni tra le mura di casa: tutto questo plasma il nostro approccio al corpo e all’intimità.

Se sei cresciuta in un ambiente dove il contatto fisico era scarso o imbarazzante, probabilmente non hai mai sviluppato quella confidenza naturale nel dare o ricevere abbracci. Oppure, al contrario, potresti aver avuto una famiglia molto affettuosa, ma aver sviluppato un blocco a causa di esperienze successive: relazioni tossiche, traumi, tradimenti o semplicemente una personalità più introversa o diffidente.

LEGGI ANCHE – Non chiamatelo egoismo: è solo indipendenza affettiva

E poi ci sono quei microtraumi invisibili che ti porti dietro senza nemmeno accorgertene: come quella volta che volevi essere consolata e invece hai trovato freddezza; o quel bisogno di affetto che ti è stato fatto percepire come una debolezza.

La verità è che il corpo trattiene la memoria emotiva. E se per qualcuna l’abbraccio è un gesto che accende la sicurezza, per altre è una zona di pericolo, di invasione, di vulnerabilità.

LEGGI ANCHE – Che profumo hanno i ricordi?

Il paradosso degli abbracci: li desideriamo ma li temiamo

Il paradosso degli abbracci: li desideriamo ma li temiamo
Foto di cottonbro studio – Pexels

C’è un cortocircuito emotivo che molte di noi conoscono bene: desideriamo l’abbraccio, ma al momento di riceverlo, scatta la tensione. È come se il nostro corpo parlasse un linguaggio diverso dal nostro cuore.

Quel nodo alla gola, quella rigidità improvvisa, quell’impulso a tirarti indietro… non sono rifiuti dell’altro, ma meccanismi di autodifesa. Una protezione antica che si attiva quando la prossimità fisica ci fa sentire esposte.

E sai qual è la cosa più frustrante? Che poi ti senti sbagliata. Ti dici: “Perché non riesco a lasciarmi andare? Perché sono così complicata?”.

La risposta, ancora una volta, è nella tua storia, nella tua dimensione emotiva, nel rapporto che hai con la fiducia e con il controllo.

Cosa ci dice la scienza del contatto fisico?

Dal punto di vista scientifico, gli abbracci hanno un potere incredibile. Stimolano la produzione di ossitocina, l’ormone della connessione e della fiducia. Abbassano il cortisolo, riducono lo stress, favoriscono la regolazione emotiva. In teoria, dovrebbero farci sentire meglio.

Ma la chiave sta proprio in quel “dovrebbero”. Perché se nella tua mappa emotiva l’abbraccio è stato codificato come qualcosa di invadente o scomodo, è normale che il tuo corpo reagisca con allerta invece che con sollievo.

Come imparare ad abbracciare senza disagio

Come imparare ad abbracciare senza disagio
Foto di cottonbro studio – Pexels

Non esiste una formula magica, ma ci sono piccoli passi che puoi fare per ammorbidire quella resistenza che, udite udite, non dobbiamo accettare passivamente come cosa fatta:

  1. Parti da te: esplora il tuo rapporto con il contatto fisico. Cosa provi quando abbracci qualcuno? E quando qualcuno abbraccia te? Scrivilo, osservati senza giudizio.
  2. Scegli le persone giuste: circondati di chi sa rispettare i tuoi tempi e i tuoi spazi. Un abbraccio non deve essere preteso, ma offerto.
  3. Comunica il tuo disagio: non c’è nulla di male a dire: “Non sono molto a mio agio con gli abbracci, ma sto cercando di lavorarci.”
  4. Inizia con il contatto lieve: una mano sulla spalla, un piccolo tocco amichevole. Familiarizza con il gesto prima di arrivare all’abbraccio completo.
  5. Sii paziente con te stessa: ci sono resistenze che non si sciolgono subito. E va bene così. Anche riconoscere il proprio limite è un gesto di amore verso sé.

Essere abbracciati non dovrebbe mai essere un obbligo, ma una scelta. Un atto di fiducia, di apertura, di ascolto reciproco. E se ancora oggi ti senti goffa o imbarazzata… va bene. Stai solo imparando una lingua nuova: quella del corpo che si fida. Ma se proprio non dovessi riuscirci, tranquilla, ci sono tanti altri modi per dimostrare l’affetto e riprenderti la tua rivincita: scegli il tuo e diventa una PRO in quello 😉!

Leggi anche