Fase luteinica: perché a volte ci sentiamo brutte come la morte?
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Fase luteinica: perché a volte ci sentiamo brutte come la morte? - 4 min read

Succede a tutte, ammettiamolo. Ci sono giorni in cui ci guardiamo allo specchio e pensiamo: “Ok, oggi sono uno schianto”. Ma poi, puntuale come la bolletta, arriva quella fase del mese in cui nulla ci convince. Pelle spenta, capelli flosci, lineamenti spenti. E tu che ti eri appena sentita Beyoncé, ora ti senti la controfigura sbiadita di te stessa. Saranno le paranoie o c’è qualcosa di scientifico dietro questa metamorfosi da cigno a brutto anatroccolo? Spoiler: no, non sei tu. È la fase luteinica del ciclo mestruale che bussa alla porta — e con lei, gli ormoni pazzi che governano il nostro corpo, il nostro umore e ci fanno dire: “Mi vedo bruttissima”.

Ma cos’è questa benedetta (o maledetta?) fase luteale? E davvero può trasformare il nostro aspetto e il nostro stato d’animo? Facciamo chiarezza e magari, imparando a conoscere le 4 fasi del ciclo mestruale, smetteremo di prendercela con noi stesse ogni volta che ci sentiamo “brutte come la morte”.

Fase luteale: di cosa parliamo esattamente?

La fase luteinica – o fase luteale – è la fase che si colloca subito dopo l’ovulazione e prima delle mestruazioni. Il ciclo ovarico, infatti, si compone di diverse tappe: fase follicolare, ovulazione, fase luteale e mestruazioni. Durante la fase ovulatoria, il follicolo ovarico si rompe (la famosa rottura follicolo ovarico) e rilascia l’ovulo. È il momento clou del ciclo riproduttivo: i giorni di massima fertilità, quelli che, come sappiamo, si possono anche tracciare con il calendario mestruale per chi monitora ovulazione e ormoni.

Dopo questo picco, il corpo entra nella fase luteale. Il corpo luteo, ovvero ciò che resta del follicolo rotto, inizia a produrre progesterone, l’ormone protagonista di questo periodo. E proprio qui sta il punto: estrogeni e progesterone, che sembrano i nostri migliori amici in alcuni momenti, si trasformano in piccole piaghe per il nostro equilibrio psico-fisico.

Il progesterone alto in fase follicolare non è il problema, ma è dopo l’ovulazione che sale vertiginosamente. Questo aumento, insieme al calo degli estrogeni, innesca una serie di trasformazioni che riguardano il corpo, la mente e… lo specchio 🪞.

Perché in fase luteinica ci sentiamo (e vediamo) più brutte?

Perché in fase luteinica ci sentiamo (e vediamo) più brutte?
Foto di Athena Sandrini – Pexels

Se ti capita di sentirti spenta, gonfia, con la pelle inspiegabilmente opaca o i capelli che sembrano aver perso vita proprio in questi giorni, sappi che la scienza ha una spiegazione. Durante la fase post-ovulatoria, gli ormoni del ciclo ovarico influenzano tutto: ritenzione idrica, microcircolazione, tono dell’umore, qualità della pelle e perfino la percezione che abbiamo di noi stesse.

Il progesterone può rendere la pelle più grassa e incline alle imperfezioni, favorendo la comparsa di brufoletti e pori dilatati. La microcircolazione rallenta, il che può tradursi in un colorito più spento e labbra meno rosee. Il gonfiore e la ritenzione possono farci percepire il nostro corpo più pesante e meno armonioso.

Ma non è solo una questione estetica. La fase luteale non risparmia nemmeno la psiche: ci si sente più stanche, meno reattive, più irritabili. La forza psicologica vacilla e, insieme a lei, anche l’autostima. Il nostro cervello, influenzato dagli sbalzi ormonali, percepisce e registra questi cambiamenti fisici amplificandoli con pensieri negativi. È come se il ciclo ormonale femminile avesse una voce dentro di noi che ogni mese ci sussurra: “Non sei abbastanza bella oggi, vero?”. Una voce che, ovviamente, mente 🙅🏼‍♀️.

Noi, vittime degli attacchi ormonali

Il corpo luteo e il ciclo uterino non sono soli nel governare il nostro stato di grazia (o disgrazia). Il legame tra ormoni e cervello è potente: il progesterone e il crollo degli estrogeni alterano la serotonina e la dopamina, due neurotrasmettitori chiave per l’umore. Meno serotonina significa più irritabilità, ansia, malinconia e anche quella strana voglia di piangere senza sapere perché.

Ciò che succede durante il ciclo non si limita, dunque, alla biologia. Il ciclo mestruale è un’esperienza psicologica, oltre che fisica. Sentirsi brutte, inadatte, non all’altezza, in certi momenti del mese, non è un difetto di percezione ma il risultato di un ciclo anovulatorio o ovulatorio che ha impatto diretto su mente e corpo.

Periodo luteale: come salvarsi?

Periodo luteale: come salvarsi?
Foto di Pavel Danilyuk – Pexels

Questa altalena è assolutamente normale. Le ragazze col ciclo (e pure quelle post ciclo) sanno bene quanto sia sfidante convivere con il proprio corpo quando sembra remarti contro. Non c’è una formula magica, purtroppo. Ma ascoltare il proprio corpo e conoscere le fasi ciclo mestruale è il primo passo per non viverle come una condanna. La fase luteale dura in media 12-14 giorni, ma la durata può variare. Sapere che in fase luteinica il nostro corpo cambia, così come la percezione di noi stesse, ci permette di anticipare il malumore, di coccolarci di più e, soprattutto, di capire che ciò che sentiamo non è un capriccio né un’invenzione.

Può aiutare adottare una skincare più idratante in quei giorni, concedersi cibi anti-gonfiore e ridurre lo stress con attività dolci come lo yoga o una passeggiata. Anche solo avere consapevolezza del proprio calendario mestruale ci restituisce un minimo di controllo e ci ricorda che no, non siamo brutte completamente: siamo solo in fase luteale ✌🏼.

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